Le Grotte di Dio

Nel cuore della Puglia, avvolta da uliveti e boschi secolari, si apre uno scrigno di bellezze dalle radici millenarie. Una terra di paesaggi incantati, di gravine, di villaggi e chiese rupestri medievali, di borghi, di sapori genuini dove il tempo sembra essersi fermato. Una terra dove ogni pietra o dipinto, ogni albero ha una storia antica da raccontare fatta di passione, semplicità, voglia di vivere. Un museo a cielo aperto che non finisce mai di stupirti. Lungo i sentieri tra antiche masserie, trulli, cisterne e villaggi rupestri immersi nel profumo intenso del rosmarino, del timo, dell’origano, si aprono emozionanti panorami dove lo sguardo si perde nell’infinito. Ed è nelle nostre chiese rupestri che leggiamo immortale il senso profondo del ruolo culturale e religioso svolto dalla Puglia nel Medioevo come ponte/crocevia tra Oriente e Occidente, di  questa “ cultura delle grotte” in cui la devozione verso i santi della chiesa greca si affianca in maniera pacifica e senza soluzione di continuità a quelli della chiesa latina. Nel passaggio dalla dominazione bizantina a quella normanna intorno all’XI secolo, il monachesimo benedettino diventa  il centro di elaborazione e il canale di trasmissione di questa cultura fortemente impregnata del modello iconografico orientale. E’ in questo clima culturale che nascono le nostre chiese rupestri, tra le più significative  e suggestive quelle di San Nicola e Santa Margherita il cui culto era fortemente sentito nel nostro territorio in epoca medievale.

Chiesa di San Gregorio

Chiesa di Sant’Angelo

Chiesa di Santa Margherita

Chiesa di San Nicola

I BOSCHI

La zona a Nord di Mottola, confinante con Martina e Noci, è caratterizzata dalla presenza di vaste aree boschive che riassumono tutte le espressioni del territorio murgese, dai boschi di Fragno alle gravine. E’ presente il bosco mesofilo a Fragno e Roverella, il bosco mesofilo a Leccio, Roverella e Fragno, il bosco e boscaglia a Leccio e macchia a Pino d’Aleppo, la macchia-gariga xerofila a Pino d’Aleppo. Tra i vari boschi quello di Sant’Antuono è l’unico con aree pic nic attrezzate e una serie di itinerari naturalistici e storici.

Bosco di Sant’Antuono coordinate: 40.668711, 17.094941

Bosco di Lama Cupa  coordinate: 40.680410, 16.988127

Bosco di Burgensatico coordinate: 40.701534, 16.965341

GRAVINE

Il territorio a Sud di Mottola è caratterizzato dalle gravine, incisioni erosive profonde anche più di 100 metri, molto simili ai Canyon, ancora oggi scavate dalle acque meteoriche nella roccia calcarea. Si tratta di habitat naturali eccezionali e unici per flora e fauna: sono presenti il leccio, il pino d’aleppo, il corbezzolo, il frassino, il carrubo, l’acero selvatico e l’asparago selvatico. Nelle gravine si possono trovare meravigliose orchidee spontanee, il caprifoglio, i ciclamini, il biancospino e delicate rose selvatiche.

È possibile incontrare parecchi rapaci di piccole dimensioni come il falco grillaio e il gheppio, ma anche il nibbio bruno, la poiana, il biancone, il capovaccaio e il gufo comune.

Negli stagni presenti sono presenti l’ululone dal ventre giallo, tipico delle gravine dell’Italia meridionale, la rana, il tritone e il rospo.

Nella gravina di San Biagio-Palagianello si trova una piccola cavità naturale, la grotta di San Biagio, caratterizzata dalla presenza di stalattiti e stalagmiti, tipiche formazioni carsiche.

GRAVINA DI CASTELLANETA

GRAVINA DI SAN BIAGIO-PALAGIANELLO

GRAVINA DI PETRUSCIO

GRAVINA DI CAPO DI GAVITO